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w P. AURELIANO STRAPPAZZON
Il 30 marzo 2008, ci ha lasciti il padre Aureliano Strappazzon. Fu superiore e “direttore spirituale” di fra Giacomo dal 1961 al 1964 e mantenne sempre viva la devozione per il Servo di Dio aiutandoci anche finanziarmene per propagandare questa figura francescana. Vogliamo ricordarlo nelle preghiere, ma anche con brani della lettera che il Vicario provinciale, fra Gianni Cappelletto, nel trigesimo, ha inviato a tutti i religiosi. “Cari frati, il Signore vi dia pace! Stiamo giungendo ormai alla conclusione/pienezza dei cinquanta giorni, attraverso cui la Chiesa celebra annualmente il mistero pasquale, ed è in questo contesto pasquale che vogliamo ricordare il nostro fratello P. AURELIANO STRAPPAZZON ad un mese dal suo esodo terreno. “Sarà quello e come il Signore vorrà, so che mi darà la forza”, come ripeteva spesso a chi si recava a trovarlo a S. Pietro di Barbozza, dove, pur con fatica, consapevole della sua ormai precaria salute, aveva accettato di essere collocato provenendo dalla sua amata fraternità del Santo. Uomo signorilmente delicato e acutamente attento: aveva ripetuto spesso che non voleva essere di disturbo con la sua morte nel periodo pasquale, conoscendo per esperienza l’intenso lavoro pastorale che si vive nella Basilica del Santo; aveva voluto attendere, senza disturbare, anche la conclusione del capitolo provinciale straordinario. Un approdo raggiunto con dolcezza: era pienamente consapevole che i giorni si stavano facendo brevi e confidava filialmente nella presenza della Vergine Maria sentita come Madre nella fase finale del suo esodo terreno. Un’esistenza, quella di p. Aureliano, iniziata il 30 gennaio 1922 a S. Vito di Arsié. Terra dura che obbligava ad emigrare in cerca di pane, come fu per i suoi; terra comunque amata perché lì c’erano le radici vitali, a cui p. Aureliano è stato profondamente legato, tramite la presenza di sua madre prima e del fratello Pasquale, dopo. Le relazioni dei suoi formatori lo descrivono sempre come un giovane intelligente, ma riservato e di poche parole. Esattamente come lo abbiamo conosciuto, acuto nelle sue osservazioni, appartato, discreto, forse apparentemente burbero nella sua timidezza. Rivelava tutta la sua ricchezza interiore di uomo sapiente e di fede soprattutto nel contatto personale, nell’accompagnamento spirituale che ha esercitato a lungo e per il quale sarà ricordato da molti amici e persone che con lui hanno condiviso la loro crescita spirituale nel Signore. Uomo spiritualmente saggio che sapeva indicare il Signore come l’unico vero maestro: “è importante che io diminuisca perché Lui, il Signore, cresca”! È stato un uomo a cui si poteva dare fiducia per la sua discrezione ed equilibrio. Anche per questo, dal 1952 al 1967, ha servito varie nostre fraternità con il compito di guardiano, responsabile della comunità, in diversi luoghi della nostra Provincia religiosa. Tra questi vorrei ricordare particolarmente la fraternità di Brescia dove fu guardiano dal 1961 al 1964 quando ebbe il dono di seguire anche come padre spirituale quella grande figura di confratello che è stato fra Giacomo Bulgaro. Su di lui, nel processo di beatificazione, il p. Aureliano ci ha lasciato una intensa testimonianza, convinto della santità e dei doni particolari di cui era dotato questo servo di Dio, adoperandosi attivamente perché questa santità venisse fatta conoscere ad altri. Come non immaginare che con san Francesco e sant’Antonio non sia stato presente anche fra Giacomo nell’accoglierlo e nell’accompagnarlo davanti al trono dell’Agnello! P. Aureliano era comunque anche consapevole della sua timidezza e della fatica di stabilire relazioni immediate, preferendo svolgere un ruolo di seconda fila. Nel 1986, dopo una precedente lunga permanenza come direttore spirituale nel seminario minore di Rivoltella del Garda, raggiungeva la comunità del Santo. Questo ritorno a Padova gli offrì l’opportunità di mantenere una promessa intima, interiore, fatta a san Leopoldo Mandic, l’apostolo del confessionale, da lui invocato in un difficile periodo della sua vita, travagliato da varie malattie. Al Santo ha vissuto per più di un ventennio dedicandosi soprattutto al ministero della riconciliazione e dell’accompagnamento, dotato del dono della paternità spirituale di cui il Signore lo aveva arricchito, dono testimoniato dalla presenza di tanti conoscenti al suo funerale e da tante persone che lo hanno ricordato in questo periodo. Mentre riconsegniamo, nel ricordo, al Padre la vita di P. Aureliano, desideriamo dire il nostro grazie e la nostra lode per avercelo donato come fratello nella fraternità francescana, come padre nel ministero sacerdotale. Dal cielo p. Aureliano saprà dire il suo grazie a tutti. Grazie a te, fratello e padre Aureliano: hai raggiunto la meta desiderata e ricevendo il premio delle tue fatiche, possa tu riposare in pace. Amen”.

 

 

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